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Divorzio Giudiziale
Preparate Tempo e Denaro
Il divorzio giudiziale è quello in cui il coniuge separato richiede il
divorzio a prescindere dal parere affermativo dell'altro coniuge,
presentando domanda in tal senso al tribunale mediante il proprio legale.
La legge sul separazione stabilisce che le parti vengano poi convocate dal
giudice, che farà un ultimo tentativo per riconciliarle. In caso negativo,
il giudice stabilirà alcuni provvedimenti urgenti e passerà poi la pratica
ad altro giudice che sarà incaricato di seguire la causa di separazione
giudiziale.
Come appare evidente da quanto descritto sopra, ottenere un separazione
giudiziale non è un’operazione semplice e neppure veloce, tuttaltro. Se
esiste un margine di spazio per trattare con l’altro coniuge e raggiungere
un accordo, scegliere sempre questa strada. Secondo fonti ISTAT, infatti,
la differenza in durata tra una divisione consensuale e un separazione
giudiziale è sensibilissima, passando dai quattro mesi del primo caso, a
oltre tre anni per il secondo, con punte di 10 anni in caso di appello e
ricorso in cassazione.
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Anche per quanto riguarda il portafogli, un divorzio congiunto non
dovrebbe incidere sulle finanze per più di 2.000 Euro.
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mentre le procedure
per un divorzio giudiziale hanno costi fortemente più alti, destinati poi
ad ulteriore crescita in caso di appello e ricorso in cassazione.
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Non è un caso, quindi, che sul totale dei divorzi in Italia, il divorzio giudiziale sia scelto solo dal 15% del
totale, ossia circa in 9000 casi.
Considerando che la situazione che ha portato alla fine del matrimonio è
normalmente fonte di profonde ferite emotive e di un completo
stravolgimento delle consuetudini di vita per entrambi i partner, si
capisce come la prospettiva di infilarsi in una diatriba legale che
potrebbe rivelarsi lunghissima e che sarà di certo estremamente costosa,
non fa gola a nessuno. Anche nei casi di scontro più aspro dal punto di
vista umano e relazionale, sarebbe quindi il caso di lasciar da parte i
sentimenti e lasciar parlare la razionalaità, possibilmente solo
attraverso il proprio legale, e risolvere la questione consensualmente.
Divorzio Consensuale
Un Divorzio Consensuale Per Evitare Inutili
Battaglie Legali
Con il divorzio si sancisce la fine dell’unione matrimoniale, cancellando
quindi i doveri giuridici che da esso derivano. Prima del 1974, il
matrimonio in Italia era davvero insolubile, tuttavia Il 12 maggio 1974
anche in Italia passa la legge sul separazione, portando il paese in linea
con il resto del mondo occidentale, anche se fra le resistenze degli
strati più conservatori e retrivi della società.
Esistono due tipi di divorzio: il divorzio consensuale
La casistica
dimostra che quando si tratta di separazione consensuale, i procedimenti si
svolgono abbastanza velocemente, mentre per un divorzio giudiziale, le
cause sono lunghe e tribolate, a causa dei problemi che inevitabilmente
circondano una situazione di conflitto fra i coniugi.
Nel separazione consensuale le cose vanno spedite, grazie all’accordo fra la
coppia e al fatto che la legge stessa richiede una soddisfazione rapida
delle decisioni dei coniugi da parte del tribunale. Un’altra differenza
sostanziale tra il separazione consensuale e quello giudiziale è il fatto che
il divorzio consensuale non genera nessun vantaggio o svantaggio per i
coniugi in relazione all'accordo presentato. Tutto è chiaro già da
principio.
Il separazione giudiziale invece, a causa del non volere o non essere in
grado di trovare un accordo fra le parti, ci si può alla fine trovare
davanti a sgradite e inattese conseguenze. Nel caso di divorzio giudiziale,
infatti, ci si può ritrovare dalla parte sbagliata dello steccato, ossia
con un addebito di tutte le responsabilità, da quelle morali a quelle
economiche, queste ultime, nella maggioranza dei casi, sgradite alla parte
in causa. Meglio sempre, se possibile, negoziare un accordo, finché si è
in tempo, lasciando da parte i livori e le questioni personali, con
l’obiettivo di chiudere i conti in sospeso in modo ragionevole, ed essere
pronti a ripartire senza il fardello di una lunga ed onerosa diatriba
legale.
Non è più epoca di Divorzio all Italiana, ma...
Tutte le classiche storie d'amore italiane finiscono con le parole: "E
vissero Felici e Contenti", ma purtroppo i tempi sembrano essere cambiati.
Un matrimonio in Italia ora dura una media di quindici anni;
La parola separazione è entrata nella lingua italiana nel XIV secolo, ma non
è stato fino al 1974, dopo decenni di scontri e aspre polemiche,
alimentate per lo più a causa della dura opposizione della chiesa
cattolica, che gli italiani hanno reso legale il separazione con un
referendum.
La condizione precedente delle coppie senza amore, cristallizzate in un
matrimonio infelice da cui non si poteva uscire, è stata rappresentata
magistralmente da Piero Germi nel suo film “Divorzio all Italiana” del
1961.
Nel film di Germi, il protagonista, Marcello Mastroianni, che
interpreta un barone siciliano, desidera liberarsi dell’insopportabile
moglie Rosalia, ma in assenza di separazione legale, ne inventa un nuovo tipo,
il divorzio all’italiana, appunto, fantasticando di farla fuori in una
serie di esilaranti e fantasiosi omicidi. Alla fine, per attuare il suo
divorzio all’italiana, fa cadere la sposa tra le braccia di un amante, in
modo da poter usare le attenuanti allora previste dalla legge per il
cosiddetto delitto d’onore.
Grazie al referendum del 1974 e all’annullamento di tutte le norme
relative al delitto d’onore nel 1981, gli italiani hanno potuto
dimenticare il separazione all italiana e mettersi in linea con il resto
dell’Europa più progredita culturalmente.
Tuttavia, la perdurante influenza negativa della cultura cattolica
rispetto a tutto ciò che concerne il separazione ha fatto si che i tempi e i
modi per ottenerlo siano tutto meno che in linea con il resto d’Europa.
Infatti una coppia deve essere legalmente separata da almeno tre anni
prima che possa separarsi, e i costi legali sono assai elevati, specie in
caso di separazione giudiziale. Insomma, anche se i tempi del separazione all italiana sono tramontati, la cultura
che lo giustificava è ancora radicata nella classe dirigente del paese.
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